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Le dinamiche del trattamento farmacologico dell’epilessia


Un totale di 564 pazienti con diagnosi di epilessia sono entrati a far parte dell’UK National General Practice Study of Epilepsy ( NGPSE) tra il 1984 ed il 1987, e sono stati seguiti per 11-14 anni.

Il 77% dei pazienti (n= 433) è stato sottoposto a trattamento.
Solamente al 15% dei pazienti con singola crisi epilettica era stato inizialmente prescritto un farmaco, anche se a causa dell’alto numero di recidive più del 70% di questi ha dovuto assumere una politerapia nell’ultima parte del periodo di osservazione.

Il 30% (168 / 564) dei pazienti aveva assunto in modo continuativo i farmaci antiepilettici, mentre un altro 7% (41 / 564), che aveva sospeso il trattamento, è stato costretto a riprendere il trattamento a causa del presentarsi delle recidive.

I farmaci di prima scelta più usati sono stati la Fenitoina (29%) e la Carbamazepina (27%), seguiti dal Valproato (15%).
A meno della metà dei pazienti trattati per crisi epilettiche parziali è stata prescritta la Carbamazepina come terapia farmacologica di prima scelta e a meno di un terzo dei pazienti con crisi epilettiche generalizzate il Valproato.

Nove dei 31 (29%) pazienti con una o più crisi epilettiche alla settimana all’ultimo follow-up non aveva mai assunto il secondo farmaco e solo a 7 (23%) erano stati prescritti 4 o più farmaci.

L’11% di tutti i cambiamenti farmacologici comprendevano un nuovo farmaco antiepilettico.

In Gran Bretagna ogni anno vengono diagnosticati 30000 nuovi casi di epilessia, di questi 6000 presentano un inadeguato controllo delle crisi epilettiche nel lungo periodo.

Circa 1/3 dei pazienti in questo gruppo ha uno o più crisi epilettiche ogni mese.
Solo ai 2/3 dei pazienti con frequenti crisi epilettiche viene cambiata la terapia in modo da migliorare il controllo delle crisi.

Lhatoo SD et al, J Neurol Neurosurg Psychiatry 2001; 71: 632-637

( Xagena 2001 )


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